Foggia - Appello per salvare la “Chiesa dei Morti”
L'antica chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia, volgarmente nota come "Chiesa dei morti", eretta nel 1650, rappresenta una delle più belle testimonianze della storia della città, al cui interno si cela uno dei più bei esempi di barocco pugliese. Restaurata nel 2010 ed immediatamente vandalizzata con il furto dei pluviali in rame, scritte sui muri, sassaiole contro i pregiati rilievi della struttura.
Purtroppo, la rottura delle vetrate delle finestre, rischia di compromettere anche la parte interna, le opere, i marmi ed il pavimento, esposto alle intemperie ed alle incursioni dei volatili che vi trovano riparo.
Gli amici della Domenica un gruppo spontaneo di cittadini che da Facebook passa a incontrarsi per le strade della città denunciando e sensibilizzando le amministrazioni e i cittadini, mettono in pratica e diffondono, anche incosapevolmente, la Democrazia Diretta e partecipativa dei cittadini alla vita della città.
In questo modo noi cittadini possiamo in qualche modo fare pressione a livello locale, sia intervenendo direttamente presso gli eletti con cui possiamo parlare di persona, che promuovendo iniziative come queste, che permettono di sensibilizzare cittadini e autorità preposte, alla salvaguardia del bene comune, come questo monumento che sta cadendo a pezzi per incuria e atti di vandalismo.
E' per questo che domenica 4 marzo alle 10.30 all'ingresso della Villa Comunale, davanti alle stele inaugurate il 22 luglio dello scorso anno, si può effettuare una sottoscrizione per chiedere alla Curia Arcivescovile di attivarsi per il recupero e la salvaguardia del bene, con misure di protezione atte a prevenire il prosieguo del deterioramento; Una per tutte: la copertura delle vetrate rotte !
Al Comune di Foggia, i sottoscrittori, sollecitano la presenze dei servizi di vigilanza e di videosorveglianza, affinchè gli atti di vandalismo siano giustamente perseguiti. Qui è possibile sacricare il modulo di sottoscrizione. La pagina di facebook di riferimento alla iniziativa clicca qui.
Giuseppe Popolo







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